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ASTICI VIVI SUL GHIACCIO: COSA FARE?

Il giorno 6 gennaio 2016 ci siamo trovati, durante un controllo al mercato di Montebelluna (TV), di fronte ad una situazione che non abbiamo potuto ignorare: in una bancarella del pesce venivano venduti degli astici vivi posti su un letto di ghiaccio.

In questa pagina vogliamo condividere con voi la nostra esperienza e le informazioni che abbiamo trovato sul tema in modo da permettere a quante più persone possibili di intervenire in situazioni analoghe

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Prima di tutto cominciamo col dire che, grazie alla legislazione vigente, già due Tribunali (Vicenza e Firenze) hanno emesso sentenze di condanna a soggetti che avevano esposto astici vivi sul ghiaccio, quindi un vostro intervento può davvero fare la differenza.

 

COME SEGNALARE IL FATTO

Ci sono due possibilità, in entrambi i casi è necessario che documentiate il più possibile l’illecito, facendo foto ma soprattutto video, basta anche il cellulare.

1) Contattate le forze dell’ordine (Forestale, Vigili, Polizia, Carabinieri…) e il veterinario di turno alla ASL (chiamate il 118) per richiedere il loro intervento: descrivete i fatti, facendo riferimento alla legge (come spiegato più in basso) e attendete l’arrivo della pattuglia per fornire ulteriori indicazioni, ma anche e soprattutto per fare attenzione agli animali agonizzanti.

Nel caso le forze dell’ordine sostenessero di non essere competenti in materia tenete presente che la Cassazione ha ribadito che tutti gli organi di Polizia Giudiziaria sono competenti e devono intervenire per tutti i reati in materia ambientale e tutela degli animali (Cass. pen. sez. III – Pres. Gambino – Est Postiglione – n. 1872 del 27 settembre 1991).

Chiedete che gli animali vengano posti sotto sequestro: in questo modo non verranno venduti e cucinati vivi.

2) Una volta raccolta la documentazione foto-video contattate un avvocato privato o di una associazione per inoltrare la notizia di reato direttamente in Procura.

 

LE LEGGI

In attuazione della L. 189/2004 sono stati inseriti nel Codice Penale l’art. 727 che punisce chiunque detenga animali in “condizioni incompatibili con la loro natura, e produttive di gravi sofferenze” e l’art. 544 ter che punisce “chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagioni una lesione ad un animale ovvero lo sottoponga a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche ecologiche.” Inoltre, la pena è aumentata della metà se dai fatti di cui sopra deriva la morte dell’animale.

astice su ghiaccio (foto La Stampa)
astice su ghiaccio (foto La Stampa)

 

GLI ASTICI SOFFRONO SUL GHIACCIO?

E’ stato dimostrato che aragoste, astici, granchi, gamberi e tutta la loro famiglia, come anche i pesci, sono dotati di un cervello e terminazioni nervose in grado di recepire gli stimoli negativi e quindi sono capaci di provare dolore. Si è riscontrato che, dalle trote ai granchi, tutti gli animali acquatici reagiscono ai danni come i mammiferi, cioè sentono il dolore e lo ricordano. Quindi oggi non si può più dire che non soffrono. Ed è stata anche acquisita la nozione che sono colpiti dallo stress: è causato dalle condizioni ambientali negative e provoca sofferenza.

Anche il Centro di Referenza Nazionale per il Benessere degli Animali nel suo documento: SOFFERENZA DI ARAGOSTE E ASTICI VIVI CON CHELE LEGATE E SU LETTO DI GHIACCIO DURANTE LA FASE DI COMMERCIALIZZAZIONE (2007), sostiene con fermezza che il posizionamento degli animali sul ghiaccio, anche se avvolto in sacchetti a tenuta, è assolutamente inappropriato sia come metodo anestetico che come metodo di stoccaggio, in quanto il contatto diretto con il ghiaccio determina asimmetria della perfrigerazione sbalzo improvviso di temperatura, shock ipoosmotico da acqua di scioglimento o da condensa, ipossia e stress anaerobico.

 

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